Che cos’è il KYC e perché adottarlo

09 March 2022 IN Attualità
Che cos’è il KYC e perché adottarlo

Il KYC, acronimo di Know Your Customer (letteralmente: “conosci il tuo cliente”), è l’insieme di procedure che devono essere attuate da alcuni istituti e professionisti per obbligo di legge. Queste procedure servono per acquisire dati certi e informazioni sull’identità dei loro utenti e clienti.
Le procedure KYC, come si è detto, costituiscono obbligo di legge e sono solo una parte degli adempimenti normativi dettati dalle più ampie direttive europee antiriciclaggio (racchiuse sotto l’acronimo di AMLD – Anti Money Laundry Directives), il cui ultimo aggiornamento è stato recepito in Italia con il decreto legislativo 90/2017.
In Italia il KYC può essere presentato come il “Questionario per l’adeguata verifica della clientela”.

Perché attuare il KYC?

Determinate categorie di professionisti, istituti e aziende sono obbligate a verificare l’identità del cliente e ad acquisire su di lui informazioni che aiutino a valutare il rischio di riciclaggio di denaro o finanziamento alla criminalità.
Le procedure KYC, quindi, non comprendono solo il riconoscimento e verifica dell’identità (per cui si parla di “onboarding”), ma anche l’acquisizione di tutte quelle informazioni che dovrebbero consentire al soggetto “verificatore” di valutare l’esposizione ad eventuali rischi di riciclaggio e finanziamento al terrorismo, su cui dovrà, inoltre, effettuare un controllo costante. Un adempimento oneroso questo, sia in termini di risorse che di tempo.

Chi deve attuare il KYC

I soggetti obbligati ad effettuare le procedure KYC sono:

  • intermediari bancari e finanziari
  • professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro)
  • notai e avvocati
  • revisori legali e società di revisione
  • agenti immobiliari
  • mediatori civili
  • prestatori di servizi di gioco
  • prestatori di servizi di valuta virtuale


Come implementare il KYC

Come si è detto, le procedure KYC sono un obbligo di legge dettato dalle direttive anti-riciclaggio dell’Unione Europea. Per chi avesse necessità di implementare delle procedure KYC, quindi, è innanzitutto consigliabile rivolgersi a società di consulenza e a esperti che sappiano stabilire quali informazioni bisognerà raccogliere dal cliente e quanto tempo deve intercorrere per la verifica successiva.


Adeguata verifica del cliente

Le Funzionalità e strumenti per adempiere efficacemente agli obblighi in materia di antiriciclaggio secondo l’Ufficio Studi della CGIA, nel 2020 le segnalazioni sospette di riciclaggio ricevute dall’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia nel 2020 hanno segnato un aumento del 7%.
Il riciclaggio del denaro (ovvero il processo attraverso il quale i proventi di un’attività criminale sembrano provenire da una fonte legittima) è quindi un fenomeno molto presente, che governi e istituti bancari di tutto il mondo cercano di limitare con leggi sempre più stringenti e innovazioni tecnologiche.
E proprio allo scopo di antiriciclaggio, le AMLD – Anti Money Laundry Directives, direttive europee antiriciclaggio – hanno introdotto l’obbligo per gli istituti bancari di sottoporre ai clienti il questionario KYC, Know Your Customer, conosciuto in Italia come il questionario di adeguata verifica del cliente.
L’Adeguata verifica si applica obbligatoriamente in ogni contesto in cui viene conferito un incarico professionale continuativo, una prestazione occasionale con un trasferimento maggiore di €15.000, ma anche quando si sospetta un caso di riciclaggio, finanziamento al terrorismo o si hanno dubbi sull’identità del cliente.

Come si effettua l’adeguata verifica del cliente

L’adeguata verifica del cliente si effettua sottoponendo ai clienti un questionario e richiedendo i documenti che comprovino la loro identità e la loro affidabilità creditizia.
Si tratta dunque di un procedimento complesso, lungo, con domande spesso ripetitive, oltre che costoso: i questionari di adeguata verifica, infatti, devono essere aggiornati ed essere oggetto di verifiche periodiche. Una ricerca di Thomson Reuters Survey stima che una banca di medie dimensioni spenda circa 40 milioni di sterline all’anno per implementare e mantenere le procedure KYC.


Le soluzioni di Business Defence

L’art. 18 del D. Lgs. 21.11.2007 n. 231 prevede di:

  • identificare il cliente e verificarne l’identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
  • identificare l’eventuale titolare effettivo;
  • ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o sulla prestazione professionale richiesta;
  • svolgere costantemente nel tempo il controllo della posizione.

I criteri per la valutazione del profilo di rischio sono correlati al cliente, al titolare effettivo e se rilevante all’esecutore nonché all’area geografica in cui risiedono e dalla quale provengono i fondi.
Business Defence è un aderente indiretta convenzionata con il Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 30-ter, comma 5, lettera d) del Decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141 al sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto di identità.
Al fine di supportare i Professionisti, gli Intermediari Bancari e Finanziari e gli Operatori non Finanziari, nello svolgimento degli obblighi in materia di identificazione della clientela Business Defence ha sviluppato un Servizio di Adeguata Verifica garantendo il corretto adempimento degli obblighi in materia previsti dal D.lgs. 231/07.
Il servizio di Adeguata Verifica della Clientela, garantisce il corretto svolgimento degli obblighi previsti dal D.lgs. 231/07, senza impegnare tempo e preziose risorse interne, lasciando a noi tutte le incombenze.

Business Defence propone soluzioni differenziate a seconda dell’esigenza:

 

  1. RISK PROFILE aggrega informazioni su Persone Fisiche provenienti da diverse fonti pubbliche, fornendo così, accertamenti relativi all’identificazione, al domicilio fiscale, alle negatività ufficiali, ai dati del Registro Imprese e alle recensioni stampa ai fini dell’antiriciclaggio. Una volta richiesto il nominativo da analizzare, si procede subito con la verifica dei dati anagrafici del soggetto e all’accertamento del suo domicilio fiscale. Il report è impreziosito dall’Indice di Rischio di Riciclaggio, dall’elenco dei protesti e dei pregiudizievoli e dei fallimenti e delle procedure sulle imprese connesse. 
    Vengono inoltre rilevate le cariche aziendali attuali, cessate e recesse e le partecipazioni societarie e indicate le quote possedute, il valore nominale e il tipo di diritto. Segue il modulo relativo alle LISTE RECENSIONI ANTIRICICLAGGIO. Segue la lista degli articoli reperiti nelle banche dati antiriciclaggio Nazionali e Internazionali.
  2. RISK PROFILE PLUS oltre a quanto già presente nel report Risk Profile prevede lo sviluppo delle recensioni e un’analisi accurata per la verifica di congruità. Oltre alla lista degli articoli reperiti su quel dato nominativo, sono previsti due moduli aggiuntivi, uno di sviluppo delle recensioni e uno di analisi, che spiega con quale processo logico gli articoli siano stati in effetti attribuiti a quello specifico soggetto.
  3. BACKGROUND CHECK è un rapporto investigativo ad ampio spettro che prende in considerazione diversi ambiti riguardanti il soggetto, da quello privato a quello lavorativo e analizza gli aspetti patrimoniali e le negatività. Il report contiene informazioni circa le precedenti esperienze lavorative del soggetto esaminato, le referenze professionali che ha ricevuto, la sua attuale professione, l’eventuale iscrizione ad Albi Professionali e le eventuali cariche e partecipazioni. Inoltre è arricchito da un’analisi dettagliata sulle eventuali negatività in capo al soggetto stesso e prevede dei moduli relativi alle recensioni reperite tramite indagini in loco o sul web. Il report è conforme alla normativa sull’antiriciclaggio (Dlgs. 231/2007), completato con i risultati degli approfondimenti di congruità sulle informazioni fornite dal candidato, effettuate in maniera tempestiva su molteplici fonti. Lo scopo di tale indagine è quello di verificare l’affidabilità di una persona fisica per l’assunzione di incarichi o mandati o per la conclusione di contratti molto importanti.


Lo scopo di Business Defence è supportare gli Intermediari Bancari e Finanziari e gli Operatori non Finanziari nello svolgimento degli obblighi in materia di adeguata verifica della clientela creando valore e garantendo la massima qualità nei servizi offerti.


Fonte: Intesa/Business Defence
 

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