Banche: le sofferenze sfiorano la cifra record di 156 mld

24 February 2014 IN Mercati e Finanza
Banche: le sofferenze sfiorano la cifra record di 156 mld
Il perdurare della crisi e dei suoi effetti continua a incidere sulla rischiosità dei prestiti in Italia, con le sofferenze bancarie che hanno toccato a dicembre 2013 nuovi record.Le sofferenze nette, secondo quanto è emerso dall'outlook mensile dell'Abi, sono risultate a fine 2013 pari a 80,4 miliardi, con un incremento annuo del +24,1%. In pratica, 4,7 miliardi in più su novembre 2013 e 15,6 miliardi in più su dicembre 2012. Quelle lorde sono aumentate di quasi il 25% da fine 2012 a 155,9 miliardi, una cifra che sfiora i livelli massimi del 1999 a 156 miliardi (6,3 miliardi in più rispetto a novembre 2013 e 31 miliardi in più rispetto a fine 2012). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 4,33% a dicembre (da 4,08% a novembre 2013; 3,36% a fine 2012 e 0,86% prima dell'inizio della crisi) e il rapporto sofferenze lorde su impieghi è risultato dell'8,1% a fine 2013 (da 6,3% di un anno prima e 2,8% di fine 2007). Un valore che raggiunge il 14% per i piccoli operatori economici (11,8% a dicembre 2012; 7,1% a fine 2007), il 13,3% per le imprese (9,7% un anno prima: 3,6% a fine 2007) e il 6,5% per le famiglie consumatrici (5,6% a fine 2012; 2,9% a fine 2007). Non solo. Il totale degli affidati in sofferenza ha raggiunto complessivamente il numero di 1.205.000, di cui oltre un milione (1.015.369) con un importo unitario in sofferenza inferiore a 125.000 euro. Per quanto riguarda la raccolta complessiva delle banche italiane a gennaio è diminuita di oltre 33 miliardi su base annua, con una contrazione dell'1,9% (-1,9% anche a fine 2013; +2,5% a gennaio 2013). Riconfermato in avvio del nuovo anno l'andamento dicotomico tra le due principali componenti della raccolta stessa: in contrazione quella a medio e lungo termine, in aumento quella a breve. In particolare, è diminuita fortemente su base annua la raccolta a medio e lungo termine, vale a dire quella tramite obbligazioni, che a gennaio ha segnato un -10,4%, con una diminuzione in valore assoluto di quasi 60 miliardi di euro. Fatto che penalizza l'erogazione dei prestiti a medio e lungo termine, ha segnalato l'Abi. I depositi, invece, sono aumentati a gennaio 2014 di circa 25 miliardi di euro rispetto a gennaio 2013: l'incremento su base annua è stato del +2,2% contro il +1,9% di fine 2013. Dalla fine del 2007 a oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.717,8 miliardi di euro, segnando un aumento, in valore assoluto, di 205 miliardi. Invece si è stabilizzata a gennaio la diminuzione dei prestiti bancari a famiglie e imprese in Italia, con una variazione del -3,9% a 1.416,5 miliardi di euro (-4% a fine 2103). Il totale dei prestiti a residenti in Italia è calato il mese scorso del 3,3% a livello annuo e del 3,9% rispetto al mese precedente a 1.853,2 miliardi a causa del persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (pil e investimenti). Per quanto riguarda in particolare la dinamica dei finanziamenti per l'acquisto di immobili, questa è risultata a fine 2013 pari a -1,1% (-1,1% anche il mese precedente e -0,6% a dicembre 2012). Dalla fine del 2007 a oggi i prestiti all'economia sono passati da 1.673 a 1.853,2 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.416,5 miliardi di euro. A gennaio, ha concluso l'Abi, l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, si conferma "nettamente superiore" all'ammontare complessivo della raccolta da clientela. Fonte: Milano Finanza

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