Informazioni commerciali: arriva il codice Deontologico

11 March 2015 IN Diritto e fisco
Informazioni commerciali: arriva il codice Deontologico
Diritto d’oblio sulle informazioni relative a fallimenti, pignoramenti e ipoteche. Dopo dieci anni cala il sipario.Lo schema di codice deontologico sulle informazioni commerciali, elaborato dal garante della privacy (deliberazione n. 96 del 19 febbraio 2015), disponibile sul sito www.garanteprivacy.it disciplina il settore dei servizi informativi sulla solvibilità e affidabilità delle persone, con alcune semplificazioni per gli operatori del settore: niente consenso per il trattamento dei dati (mantenuto negli standard del codice) e informativa semplificata: basta metterla sul sito internet. Il provvedimento è in consultazione pubblica per 40 giorni (a partire dalla pubblicazione in G.U. dell’avviso) e, una volta varato nella forma definitiva, diventerà applicabile entro un anno.A chi si applicheràIl codice riguarda le informazioni commerciali riferite a persone fisiche, provenienti da elenchi e registri pubblici registri, elenchi e le informazioni pubblicamente accessibili da chiunque. Riguarda anche i dati personali forniti direttamente dagli interessati. Sono esclusi i dati sensibili ed i dati giudiziari, eccetto i soli dati giudiziari provenienti da fonti pubbliche o da quelle pubblicamente e generalmente accessibili da chiunque.Pubblici elenchiNell’ambito rientrano il registro delle imprese e gli elenchi dell’Agenzia delle entrate, tra i quali rientrano le ex conservatorie dei registri immobiliari e l’ufficio del catasto, il pubblico registro automobilistico e l’anagrafe.Fonti accessibiliTra le fonti pubblicamente accessibili, cui si può attingere, rientrano i quotidiani e testate giornalistiche in formato cartaceo regolarmente registrate; gli elenchi categorici ed elenchi telefonici.
Rientrano anche i siti internet appartenenti agli interessati, i siti di enti pubblici, di associazioni di categoria ed ordini professionali. Costituiscono fonte pubblica anche i quotidiani e testate giornalistiche online (diverse da quelle cartacee) nel numero minimo di tre, che confermino le informazioni oggetto di comunicazione e che risultino regolarmente registrati. Sono fonte da cui si può attingere anche i servizi online di elenchi telefonici e categorici.Dati giudiziariPer le informazioni commerciali si possono i dati giudiziari provenienti dalle fonti pubbliche; per quanto riguarda, invece, le fonti pubblicamente e generalmente accessibili, è consentito il trattamento dei soli dati giudiziari diffusi negli ultimi sei mesi, a partire dalla data di ricezione della richiesta del servizio e senza alcuna possibilità di apportare modifiche al contenuto e di utilizzarle a fini di informazioni valutative.InformativaLo schema di codice prevede informative agli interessati in forma non individuale, attraverso modalità semplificate e, in particolare, attraverso il sito internet costituito, anche a tal fine, dai fornitori di informazioni commerciali. Le società di Informazione aventi un fatturato annuale non superiore a 300 mila euro possono rendere l’informativa solo attraverso la relativa comunicazione sul proprio sito internet.ConsensoIl trattamento per finalità di informazione commerciale di dati personali provenienti dalle fonti pubbliche e da quelle accessibili pubblicamente non richiede il consenso dell’interessato.ConservazioneI dati raccolti potranno essere conservati dall’operatore del servizio di informazioni per un periodo massimo predefinito. Le informazioni relative a fallimenti o procedure concorsuali avranno il limite di dieci anni dalla data di apertura della procedura del fallimento; decorso il decennio le predette informazioni potranno essere ulteriormente utilizzate, solo quando risultino presenti altre informazioni relative ad una nuova procedura concorsuale, nel qual caso, il trattamento può protrarsi per un periodo massimo di ulteriori dieci anni. Le informazioni relative ipoteche e pignoramenti possono essere detenute fino a dieci anni dalla data della loro trascrizione o iscrizione, salva l’eventuale loro cancellazione prima di tale termine: in questo caso verrà conservata per un periodo di due anni l’annotazione dell’avvenuta cancellazione. 12 MARZO 2015 FONTE: ITALIA OGGI  

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