La psicologia dei Selfie

12 May 2015 IN Curiosità
La psicologia dei Selfie
Eletta parola dell'anno 2014, Selfie è l'autoscatto da condividere on line con amici e conoscenti. Cosa c'è dietro questo continuo bisogno di mostrarsi?Il selfie è la versione 2.0 del vecchio autoscatto. È lo scatto fatto da sé che viene immediatamente postato sui social network. Cosa si scatta? Di tutto e di più. Oggi perfino i momenti intimi vengono viralizzati. Questo comportamento si è talmente diffuso da spingere gli esperti a parlare di sindrome da selfie. Possiamo quindi affermare che esistono dei veri e propri malati di selfie? Pare di sì. Studi recenti hanno messo in evidenza che le persone più attive sui social media e più inclini a ritrarre e condividere qualunque momento della giornata, presentano spesso i tratti della personalità narcisistica, hanno cioè un eccessivo bisogno di essere guardate e ammirate. Sono le donne a fotografarsi più dei maschi, dicendo che il selfie permette loro di mostrare come sono e come si sentono. In generale "l'autoscatto condiviso" si fa soprattutto per «far ridere e divertire gli altri» (39%), per «vanità» (30%) e «raccontare un momento della propria vita» (21%). Quali sono i segnali che ci devono far sospettare una possibile dipendenza da selfie? Quando stiamo vivendo un momento piacevole e il primo pensiero che abbiamo non è quello di goderci la situazione ma di prendere lo smartphone, fotografarci e postare la foto sui social network. Per essere visti, per ricevere i likes e i commenti degli amici. Gli esperti dicono anche che dietro un uso eccessivo dei social potrebbero nascondersi altre patologie, come depressione, iperattività, voyeurismo e dipendenza da internet. Il dibattito è davvero caldo e la riflessione che ci sta dietro è molto interessante: la tecnologia cambia la nostra vita ma siamo davvero consapevoli di quanto possa arrivare anche a modificare la nostra individualità?

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