Riforma della Giustizia Civile ed accesso alle banche dati dell P.A.

Riforma della Giustizia Civile ed accesso alle banche dati dell P.A.
L’ultima riforma della giustizia, contiene un provvedimento che consente ad avvocati e creditori  di chiedere al giudice l'autorizzazione a far cercare dall'ufficiale giudiziariotutti i beni intestati al debitore accedendo a diverse banche dati, compresa l'anagrafe tributaria e l'archivio dei conti correnti, ovvero l'archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico (P.R.A.) e in quelle degli enti previdenziali, per l'acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l'individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti. Previa autorizzazione del giudice, quindi, ogni ufficiale giudiziario potrà accedere telematicamente alle banche dati in uso al fisco e il creditore verserà un contributo unificato di € 43.00. E' previsto poi un ulteriore compenso, che rientra nelle spese di esecuzione, a favore degli ufficiali giudiziari, in percentuale variabile , sino al 5% del valore del credito, percentuale calcolata sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione delle cose, o sul valore di assegnazione dei crediti, e applicata solo nel caso in cui il pignoramento sia stato effettuato a seguito della ricerca telematica dell'ufficiale giudiziario autorizzato dal giudice. L'anagrafe dei conti correnti è a disposizione del giudice, nei procedimenti concorsuali, di famiglia e di gestione dei beni altrui. In estrema sintesi, dunque, avvocati e creditori potranno chiedere al giudice l'autorizzazione ad incaricare l'ufficiale giudiziario ad individuare i beni intestati al debitore, che (nel caso in cui esistano) saranno pignorati direttamente dall'ufficiale giudiziario stesso, dietro compenso provvigionale.BD BUSINESS DEFENCE fornisce le informazioni per recupero crediti, individuando ogni eventuale bene intestato al debitore ed utilmente aggredibile, evitando inutili spese legali, di contributo unificato, di esecuzione, e di tempo, nel caso in cui il debitore insolvente risultasse essere anche un debitore insolvibile, magari perché nullatenente e nullafacente. E nel caso in cui il debitore, se persona fisica, sia nel frattempo deceduto?  E se il debitore è una persona giuridica, che nel frattempo sia fallita o si trovi in liquidazione? Il creditore ha il diritto di venirne a conoscenza prima di intraprendere un'azione giudiziaria di recupero crediti. E poi c'è il giallo dei € 43, contributo unificato "alternativo" al contributo unificato per l'istanza per l'assegnazione o la vendita dei beni pignorati? Non è ancora stato stabilito il termine certo per l'avvio della ricerca telematica dei beni da pignorare e c'è già chi pensa sarà un vero flop rendendo esclusivamente più alti i costi di pignoramento.

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