Vendemmia in tempo di crisi. Come il Belpaese difende i suoi primati vinicoli.

08 October 2013 IN Curiosità
Vendemmia in tempo di crisi. Come il Belpaese difende i suoi primati vinicoli.

Dati, curiosità e strategie di mercato sul vino Made in Italy oggi.

Finalmente una buona notizia: l'Italia è il primo produttore mondiale di vino. Con una produzione stimata attorno ai 44 milioni di ettolitri nel 2013, il Belpaese sorpassa la Francia, ferma a 43,5 milioni di ettolitri, a causa di un fine estate pazzerello caratterizzato da maltempo e forti grandinate nella zona del Bordeaux, la regione del vino più importante del mondo. Al terzo posto si classifica la Spagna, seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina, in forte crescita anche nei consumi.

Prospettive positive anche sul fronte della qualità: grazie ad un meteo clemente e ad una maturazione fenolica equilibrata, tutti gli esperti sono unanimi nel sostenere che dovremmo ottenere un vino di ottima qualità.

Quest'anno la vendemmia in Italia si festeggia con un brindisi grazie anche all'aumento del 10% delle esportazioni di vino Made in Italy. In pratica, oltre la metà del fatturato generato dalla vendemmia 2013 sarà ottenuto dalle vendite realizzate sul mercato estero. La Germania si conferma il primo mercato per le bottiglie tricolori, con una crescita del 13%, ma l'export va a gonfie vele anche in Francia (+12%) e Gran Bretagna (+8%). Un vero e proprio boom si registra in Russia, dove gli acquisti di vino italiano sono cresciuti del 32%. Positivo anche il dato sui mercati asiatici, con un aumento del 5% in Cina.

Gli Stati Uniti amano il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Pinot Grigio, il Barolo e il Prosecco; la Germania preferisce l'Amarone della Valpolicella e il Collio; la Russia apprezza il Chianti, il Barolo, l'Asti e il Moscato d'Asti e l'Inghilterra il Prosecco e il Chianti.

 La medaglia d'oro va al Prosecco italiano che ha avuto il merito di saper compensare al meglio la pausa di riflessione avuta dalle bollicine francesi. Ed è proprio grazie alla dinamicità del Prosecco che il nostro Paese è destinato a guadagnare ancora quote di mercato a livello mondiale.

Qual è stata la principale strategia messa in atto per conquistare i mercati esteri? Ottimizzare la quantità e la qualità: da una parte ampliare la gamma di offerta per aggredire con successo i nuovi mercati emergenti, dall'altra perfezionare lo standard qualitativo per aumentare fatturato e margini in quei mercati (primo fra tutti gli Stati Uniti) dove la domanda è diventata decisamente selettiva.

 Una curiosità per gli amanti dell'attualità: al G20 di settembre, i potenti del mondo hanno bevuto un Bordeaux francese ed un vino bianco italiano, esattamente un Gavi Bruno Broglia 2011.

Un'altra curiosità per gli amanti del lusso: al momento il vino italiano più costoso è un Barolo della riserva piemontese Collina Rionda di Bruno Giacosa, proposto con un prezzo medio alla bottiglia non inferiore a 700 euro.

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