Banche: Bce spinge per la Bad Bank per NPL causati da Covid-19

11 June 2020 IN Attualità
Banche: Bce spinge per la Bad Bank per NPL causati da Covid-19

Nelle ultime ore sta circolano con molta insistenza un rumors che ha immediatamente catturato l'attenzione di molti investitori: la Banca Centrale Europea starebbe prendendo in considerazione la possibilità di creare una sorta di ‘Bad Bank Europea’ nella quale convogliare le sofferenze di tutte le banche commerciali del Vecchio Continente prodotte dall'emergenza coronavirus. L'ipotesi, stando alle indiscrezioni, per ora è allo studio ma è possibile che già nei prossimi giorni possano esserci delle novità in merito.


È evidente che la Banca Centrale Europea abbia iniziato a portarsi avanti ben sapendo che le conseguenze economiche del coronavirus e del successivo lockdown, oggi appena abbozzate, saranno drammatiche già nei prossimi mesi. In questo contesto la parola d'ordine dell'EuroTower è fare presto ed evitare di farsi cogliere impreparati.


Insomma gli sbagli fatti all'inizio dell'emergenza non vanno replicati e allora già oggi è necessario tenere in considerazione che nei prossimi mesi molti cittadini che hanno perso o che perderanno il lavoro, non saranno più in grado di rimborsare i prestiti contratti con le banche commerciali. Il mancato rimborso dei crediti significherà quindi miliardi di sofferenze e NPL per le banche coinvolte. 


Proprio con l'obiettivo di disinnescare quella che a tutti gli effetti si profila come una nuova bomba pronta ad esplodere, la Banca Centrale Europea starebbe prendendo in considerazione la possibilità di creare una Bad Bank.


Ma concretamente come funzionerebbe la Bad Bank Europea? Il piano, allo studio di una specifica task force creata ad hoc dall'EuroTower, prevede che sia il MES a fare da garante.
Concretamente la Bad Bank procederebbe con l'emissione di obbligazioni che le banche dell'area Euro comprerebbero in cambio di portafogli di sofferenze. Agli istituti acquirenti sarebbe poi data la possibilità di depositare questi bond presso la Banca Centrale Europea. Secondo l'ipotesi allo studio, le obbligazioni verrebbero trattate come collaterale dei finanziamenti erogati dall'EuroTower.


Secondo un'altra fonte non è da escludere che le principali banche dell'area Euro possono essere indotte ad unire le loro forze per dare sostegno al progetto. 
Il Meccanismo Europeo di Stabilità diverrebbe centrale se questa ipotesi dovesse tradursi in fatti. Ricordiamo che il MES, per statuto, può fornire assistenza finanziaria a tutti quei paesi e alle banche che si trovano in difficoltà.


L’idea di una Bad Bank europea era già stata avanzata a valle della crisi di dieci anni fa, ma non trovò consensi e ogni Paese europeo gestì il problema con tempi e modalità proprie. Perché stavolta dovrebbe andare diversamente? «Rispetto al passato crediamo che, vista l’eccezionalità della situazione che coinvolge tutti i paesi e, soprattutto, i progressi registrati dalle banche in termini di convergenza verso standard comuni (NPE ratio, CET1, leverage, etc), le probabilità che questo progetto possa realizzarsi sono abbastanza alte» commenta Giovanni Razzoli di Equita sim pur aggiungendo però che la tempistica non sarà comunque rapida.


Favorevoli al progetto di Band Bank, ma molto cauti sulla sua realizzabilità, anche gli analisti di Citigroup, che evidenziano come la attuale crisi economica impatterà pIù su alcuni settori e su alcuni Paesi. Le esigenze di una Band Bank comune, quindi, almeno per ora non sembrano generalizzate. «La profondità del deterioramento creditizio è ancora incerta e dipenderà dalla velocità di ritorno del Pil ai livelli pre-crisi più che dal crollo di breve termine dell'economia», scrivono da Citigroup.


Tuttavia, a giudizio di Citigroup, la lezione della precedente crisi vissuta a cavallo del 2010 dovrebbe essere di lezione per l’intera Europa. «Le eterogenee strategie con cui furono affrontati gli Npl tra i vari Paesi furono una delle principali cause delle diverse performance economiche nel decennio passato; ci fu infatti chi puntò subito su una Bad Bank (Spagna e Irlanda) e chi - come Italia, Grecia e Portogallo - affrontò il problema in ritardo con una serie prolungata di cartolarizzazioni garantite dallo Stato».


E stavolta? Anche per gli analisti di Citigroup una Bad Bank Europea è prematura ma «un approccio più omogeneo certamente limiterebbe le divergenze economiche nel post Covid e favorirebbe una più rapida ripresa».


La sensazione diffusa tra gli analisti è che solo in autunno, quando sarà più chiaro l’impatto della crisi e si cominceranno a verificare gli eventuali primi segnali di ripresa, il tema della Bad Bank ipotizzata da Bce può entrare davvero nel dibattito europeo.


Fonte: Il Sole 24 Ore
 

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