I sessantenni di oggi sono la generazione più ricca

11 December 2018 IN Attualità
Check Credit Score

Negli ultimi vent’anni la percentuale di reddito totale guadagnata dal 10% più povero degli italiani non ha fatto che calare passando dal 3% del 1998 all’1,8 del 2016, per poi risalire leggermente proprio lo scorso anno.


Questi numeri sono utili per farci un’idea molto generale di come viene distribuito il reddito prodotto da italiani e non. Emerge il principale mutamento nella disuguaglianza italiana degli ultimi decenni: quello generazionale.


Il professor Marco Albertini, dell’Università di Bologna, ha pubblicato di recente alcune elaborazioni basate su dati della Banca d’Italia che danno un’idea molto accurata di come sono evoluti i rapporti economici fra giovani e anziani – e in estremo sfavore dei primi.


Se guardiamo infatti alla ricchezza media individuale, a seconda del periodo storico in cui si è nati, troviamo che la generazione Y più nota come quella dei millennial risulta essere la più povera in assoluto.


A questo punto della loro vita si tratta del gruppo che è riuscito a mettere da parte solo cifre modestissime, e inferiori – se consideriamo come la differenza di potere d’acquisto del denaro cambia nel tempo – rispetto ai loro padri e nonni.


Dai dati si vede il crollo a picco seguito alla crisi economica, dopo il quale solo in anni recentissimi è cominciata una leggera ripresa che comunque dovrebbe proseguire a lungo prima di riportarli quanto meno dov’erano un tempo. Al contrario, la generazione nata nel secondo dopoguerra e fino a metà degli anni ‘60 – quindi grosso modo i sessantenni di oggi – risulta di gran lunga la più ricca.


Oltre ai giovani, in particolare al meridione ma non solo, l’altro grande gruppo di poveri è costituito da persone di origine non italiana.


Per le famiglie con almeno un componente con queste caratteristiche, ci dicono gli ultimi dati dell’ISTAT, la povertà assoluta negli ultimi anni non ha fatto che aumentare: è disuguaglianza anche questa.


I dati di questa analisi trovano riscontro nel nostro Check Credit Score, un indice sintetico che misura l'affidabilità creditizia di una Persona Fisica. In altri termini, rappresenta la probabilità di insolvenza del debitore. Maggiori sono i fattori di rischio rilevati nel processo di valutazione, minori saranno le possibilità di ottenere il ripagamento del debito.


La valutazione da noi svolta su un campione di 10.000 posizioni debitorie conferma che i soggetti più affidabili con uno score pari a 4 o 5 (su una scala da 1 a 5) risultano avere un’età media di 61 anni. L’analisi ci dice anche che il 50,5% di essi possiede un immobile.


Tuttavia questi soggetti rappresentano solo il 5,86% del totale del campione. Infatti solo il 20,41% dei soggetti analizzati possiede un reddito da lavoro/pensione.


Risiede nel Sud Italia oltre il 54% dei soggetti che risultano avere l’affidabilità più bassa, ovvero una minor propensione al ripagamento di un debito. Tra i debitori emerge un altro dato interessante: oltre il 15% sono gli stranieri.


Queste valutazioni vengono svolte sia considerando i dati personali a noi forniti dalla mandante che le Informazioni da noi raccolte puntualmente quali l'età, la situazione lavorativa e il reddito percepito e i dati relativi al passato finanziario, la presenza di immobili.


Concorrono alla determinazione del punteggio anche le informazioni provenienti dai dati Istat e dal Bollettino Economico di Banca d’Italia.


Tra gli elementi che incidono negativamente sulla stima dell'affidabilità del debitore vi sono l'aver subito dei protesti, lo stato di disoccupazione, la geolocalizzazione.


 

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Fonte Sole 24 Ore _ BD Business Defence

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