Cosa sta succedendo a BTP e SPREAD?

31 August 2018 IN Attualità , Borse , Business Defence
Cosa sta succedendo a BTP e SPREAD?

In questi giorni in cui dilagano sui social le polemiche sulle posizioni del governo su immigrazione e accoglienza sembra che la popolazione sia meno attenta al mercato, sia azionario che obbligazionario, che in questi mesi ha bruciato i guadagni di oltre un anno. Come se la questione non riguardi tutti noi.

Le variazioni dello spread Btp Bund possono avere effetti anche su altri aspetti della vita di tutti noi: come sui finanziamenti ai privati, sull'economia banche, sui fondi obbligazionari e sulle aziende private.

COSA SONO BTP E BUND

Btp e Bund sono entrambi titoli dello Stato. Il Btp, acronimo di "Buono del Tesoro Poliennale" è un titolo a tasso fisso emesso dallo Stato italiano. Il Btp ha una durata variabile che può andare dai 3 ai 30 anni.

I Bund tedeschi sono titoli di stato a tasso fisso della durata compresa tra i quattro e i trent'anni.

SPREAD BTP BUND, COS'È E COME SI CALCOLA

Lo spread è la differenza tra il tasso di rendimento di un Btp e di un Bund con una scadenza di 10 anni. In altri termini è il differenziale tra il rendimento del titolo decennale italiano e quello tedesco.

Lo spread Btp Bund segnala quanto i titoli italiani siano considerati più rischiosi di quelli tedeschi. E quanto lo Stato sia considerato affidabile.

Perché si prende come riferimento, o benchmark, il titolo tedesco? Perché nell'area dell'euro l'economia tedesca è la più forte e quella che oggettivamente sta meglio. E visto che il rendimento esprime - lo dicono le leggi della finanza! - anche il rischio di un emittente (se infatti l'emittente è più rischioso il mercato chiederà da lui dei rendimenti maggiori) confrontarsi con il soggetto più virtuoso (la Germania) è una misura di come i mercati percepiscono la rischiosità di un determinato Stato (in questo caso l'Italia).

Ma come di calcola il rendimento di un titolo di Stato? Ogni titolo ha un rendimento dato dalla componente cedolare più il guadagno o perdita in conto capitale. La componente cedolare è data dai flussi di interessi che il titolo periodicamente paga. Il guadagno o la perdita in conto capitale sono dati dalla differenza fra quanto il risparmiatore ha pagato il titolo e quanto viene rimborsato a scadenza che è quasi sempre il 100% del valore nominale. Il tutto viene rapportato al prezzo di acquisto del titolo.

Gli investitori sono preoccupati per la politica fiscale che potrebbe essere perseguita dal governo.

A giugno l’ammontare di Btp detenuti da investitori stranieri è sceso di 38 miliardi di euro dopo i 34 miliardi di euro di titoli scaricati a maggio. A sottolinearlo è il Financial Times, citando dati della Banca Centrale Europea, e sottolineando che la cifra rappresenta un record storico.

Si sospettava che sarebbe proseguita la vendita di debito italiano da parte di investitori stranieri, ma il dato è significativamente più alto di quello che ci aspettava. Al tempo stesso, precisa il quotidiano di Londra, le banche italiane sono state quelle che hanno fatto più incetta di titoli di Stato nel secondo trimestre dell’anno, con acquisti per oltre 40 miliardi di euro, la cifra più alta dal picco della crisi dei debiti sovrano.

Cresce lo spread tra Btp e Bund tedeschi sopra 280 punti base nel giorno in cui il Tesoro subisce dal mercato la richiesta di rendimenti più alti per sottoscrivere i titoli di Stato italiani. Una escalation cominciata con la crisi istituzionale di maggio, poi risolta dalla nascita del governo Conte, ma senza che sul mercato dei titoli di Stato sia mai arrivata una reale distensione.

Dopo l'asta, sul mercato secondario i rendimenti dei decennali si sono adeguati e sono saliti al 3,21%, per un differenziale col bund tedesco di 285 punti base in chiusura di giornata. Fitch potrebbe poi rivedere il rating dell'Italia e le considerazioni dell'agenzia sul debito pubblico non sono ottimistiche.

Il rischio numero uno è che la rincorsa alle promesse elettorali faccia deragliare i conti pubblici: "È aumentata la possibilità che si perdano di vista gli obiettivi di finanza pubblica e si è ulteriormente indebolita la prospettiva di riforme strutturali, il rischio principale è che l’espansione fiscale faccia saltare le dinamiche del debito", dicono gli esperti.

Tutti gli analisti della City di Londra sono concordi nel ritenere che la maxi fuga di capitali dall’Italia sia causata dal crollo reputazionale che l’Italia ha subito con l’avvento del governo giallo-verde, per effetto delle sue caratteristiche di populismo, sovranismo e anti-europeismo, e ritengono che la volatilità dello spread persisterà anche nelle prossime settimane. È quanto sostiene l’ex ministro Brunetta.

Inoltre, secondo Brunetta, il fatto che le banche italiane, nel secondo trimestre del 2018, abbiano aumentato i loro acquisti netti del debito italiano per più di 40 miliardi di euro, non è positivo, dal momento che il forte calo del valore dei BTP riduce il valore patrimoniale del portafoglio titoli detenuti dalle stesse banche, obbligandole ad effettuare forti svalutazioni e ad accantonare maggiori rischi per perdite, riducendo così la loro profittabilità.

Tuttavia Giovanni Tria, ministro dell’Economia, ha assicurato che “l’Italia è un Paese affidabile: ha già adottato misure in tal senso e altre ne prenderà all’insegna della stabilità”.

Tria ha tracciato un quadro ben definito e rassicurante agli investitori cinesi nella ricca giornata d’incontri tra banche e grandi fondi sovrani (Cic, Safe, National Social Security Fund e Silk Road Fund) che fanno affari in Italia o che sono interessati a esporsi.

Un punto fondamentale su cui si è soffermato Tria durante i colloqui, secondo quanto riferito da alcune fonti informate all’Ansa, sembra sia stata l’integrazione piena nell’area dell’euro, che non sarebbe quindi in discussione.

In vista della legge di bilancio autunnale i mercati finanziari sono nervosi, perché temono un peggioramento dei conti pubblici per finanziare misure ambiziose come la flat tax e il reddito minimo.

Fonte: Business Defence

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