2016, fuga dall’Italia.

23 February 2016 IN Attualità
2016, fuga dall’Italia.
I dati parlano chiaro: sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono all’estero per vivere e lavorare, in special modo gli Under40 ed i pensionati.

Secondo le ultime rilevazioni pubblicate dall’Istat, 90.000 italiani nel 2014 hanno deciso per varie ragioni (personali, studio o lavoro) di trasferirsi all'estero. Un numero equamente suddiviso tra pensionati e under 40 dal nostro Paese hanno portato la propria residenza oltreconfine, scegliendo soprattutto il Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Stati Uniti. Una cifra in crescita del 34,3% rispetto al 2012, così come il numero totale di connazionali trasferiti (90mila persone), salita in due anni del 30,4%. In sostanza, ogni mille giovani tra i 18 e i 39 anni, 3,3 decidono di andarsene dall'Italia.

Questo raccontano i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza ripresi da Il Sole 24 Ore: il numero degli under 40 all’estero è cresciuto di oltre 30 punti percentuali tra il 2012 e il 2014 e si tratta di cifre che fotografano, ancora una volta, le differenze tra il Nord e il Sud del nostro paese. Perché, almeno per quanto riguarda il Nord, la scelta di andare a vivere all’estero non è dettata solo dalla mancanza di lavoro. Lo dimostra il fatto che le città da cui nel 2014 si è partiti di più sono Milano (con quasi 3.300 cambi di residenza di giovani tra i 18 e i 39 anni), Roma (quasi 3mila trasferimenti) e Torino (1.650). «Rispetto al passato, si tratta di una emigrazione più limitata nel tempo e di qualità – precisa Renato Mattioni, segretario generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza – almeno per quanto riguarda le partenze dalle metropoli del Nord». Spesso si tratta di giovani mandati all'estero dalle famiglie (imprenditori o professionisti della media borghesia settentrionale) per studiare o comunque acquisire conoscenze, competenze e know-how da riversare poi, una volta rientrati in Italia, nelle attività professionali familiari o personali. È un fenomeno, dice ancora Mattioni, a cui stiamo assistendo ormai da qualche anno.

Viceversa, la fotografia del fenomeno emigrazione dei pensionati è emblematica di un cambio di vita definitivo: nel 2014 L’Inps ha erogato circa 23 milioni di assegni ad oltre 16 milioni di pensionati, di cui il 40% vive con meno di mille euro al mese, mentre 240mila possono contare con una pensione sopra i 5mila euro. Secondo questi dati, sono espatriati 16 mila e 420 pensionati negli ultimi 5 anni, 5345 solo nel 2014. Costo della vita, qualità dei servizi, sicurezza e un clima migliore. Sono queste le leve che spingono gli ultrasessantenni a mettersi alla ricerca di una novella terra promessa. Ad esempio: per chi volesse acquistare una casa in Thailandia, i prezzi degli immobili sono molto bassi e con 20mila euro si riesce a diventare proprietari di un appartamento di 70/80 mq. In alternativa: a Gran Canaria vige un regime fiscale privilegiato, si pagano il 40% di tasse in meno rispetto all’Italia e l’Iva arriva al massimo al 13,5%. La benzina costa la metà rispetto al nostro Paese, con 900 euro una coppia riesce a vivere dignitosamente pagando 500 euro di affitto e spendendo 400 euro in cibo. Infine c'è la Bolivia. A Santa Cruz con 200 euro al mese di affitta una villa con piscina, con 100 euro si riesce ad acquistare cibo che basta per un mese intero. Le assicurazioni mediche hanno un costo che può variare, per i pensionati, dai 50 ai 100 euro al mese. Con 400 euro si paga quindi vitto, alloggio e sanità. Insomma, i paradisi esistono e costano meno di 1000 euro.

fonte: ilsole24ore.com

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