Come cambia il mercato NPL nel 2026: dati, strategie e nuove regole del credito deteriorato

18 February 2026 IN Attualità
Come cambia il mercato NPL nel 2026: dati, strategie e nuove regole del credito deteriorato

Il 2026 rappresenta un passaggio chiave per il mercato italiano dei crediti deteriorati. Dopo oltre dieci anni segnati da operazioni straordinarie, maxi-cartolarizzazioni e interventi pubblici a supporto del sistema bancario, il settore entra in una fase più matura e selettiva. Il credito deteriorato cambia natura diventando parte integrante della gestione ordinaria del rischio.

 

Secondo le principali fonti istituzionali, gli NPL netti resteranno stabilmente sotto il 2%. Questo dato non indica una scomparsa del rischio, ma piuttosto la normalizzazione del fenomeno. Il deterioramento del credito torna a essere fisiologico e distribuito, richiedendo modelli operativi più sofisticati e continui.

 

NPL sotto il 2%: stabilità apparente, complessità reale

 

Il mantenimento degli NPL netti sotto la soglia del 2% segnala la solidità del sistema bancario italiano, ma nasconde una crescente complessità gestionale. Dopo anni di riduzione degli stock tramite operazioni straordinarie, oggi il deterioramento è più diffuso e legato al ciclo economico.

 

Per le banche cambia il focus: non più solo riduzione dello stock, ma gestione dinamica del rischio. Diventano centrali:

  • sistemi di early warning
  • monitoraggio continuo dei segnali di stress finanziario
  • interventi tempestivi sulle posizioni a rischio

 

Anche per i servicer cresce il valore delle competenze analitiche e della capacità di interpretare dataset complessi in tempo reale. Per le imprese creditrici, invece, la tempestività decisionale diventa decisiva: è nelle fasi iniziali del deterioramento che si concentrano le maggiori opportunità di recupero.

 

Dalla stagione dei grandi volumi alla specializzazione

 

Il 2026 non sarà l’anno delle maxi-operazioni. La stagione del deleveraging massivo (2016–2021) si è conclusa e il mercato si riposiziona su operazioni più piccole, tecniche e mirate.

 

Il baricentro si sposta sugli UTP, oggi la componente più strategica del credito deteriorato. Queste posizioni richiedono analisi approfondite del modello di business del debitore, della sostenibilità dei flussi di cassa e delle reali prospettive di rilancio. Non si tratta più di semplice recupero, ma di gestione attiva e prospettica.

 

Parallelamente aumenta la granularità degli asset: crescono i ticket di importo ridotto, spesso legati a PMI e microimprese, particolarmente sensibili al contesto macroeconomico. In questo scenario, decidere tra gestione interna, ristrutturazione, recupero o cessione diventa una scelta strategica.

 

Il mercato secondario come motore di liquidità

 

Con la fine delle grandi cessioni primarie, il mercato secondario assume un ruolo strutturale. Una quota crescente delle transazioni riguarda asset già acquistati da investitori o servicer e successivamente trasferiti a operatori più specializzati.

 

La crescita del secondario è sostenuta da:

  • maggiore trasparenza informativa
  • standard più elevati dei dataset
  • crescente specializzazione degli operatori

 

Il pricing degli asset dipende sempre meno dal volume e sempre più dalla qualità del dato e dalla solidità documentale. Di conseguenza, la data governance diventa un fattore competitivo decisivo.

 

Per le imprese creditrici questo significa maggiori opportunità di cedere anche singole posizioni o piccoli portafogli, purché le informazioni siano complete, coerenti e verificabili.

 

Fine delle GACS: mercato più selettivo

 

La conclusione delle GACS segna la transizione verso un mercato completamente privato. Per anni la garanzia pubblica ha sostenuto la liquidità delle cartolarizzazioni; oggi il pricing dipende esclusivamente da logiche di mercato.

 

Le conseguenze sono chiare:

  • maggiore selettività degli investitori
  • pressione crescente sulla qualità dei dati
  • ruolo più centrale dei servicer nella data remediation

 

Il risultato è un ecosistema più maturo, in cui la trasferibilità degli asset dipende sempre più dalla qualità intrinseca delle informazioni.

 

Nuove regole: più trasparenza e standardizzazione

 

Il recepimento della Direttiva europea 2021/2167 con il D.lgs 116/2024 introduce requisiti più stringenti su trasparenza, tracciabilità e responsabilità nella gestione degli NPL.

 

Il dato diventa l’asset centrale. Dataset completi, coerenti e confrontabili diventano una condizione necessaria per operare. Questo riduce le asimmetrie informative, aumenta la contendibilità degli asset e favorisce l’ingresso di operatori specializzati anche su ticket ridotti.

 

La maggiore standardizzazione rafforza inoltre il mercato secondario, migliorandone la liquidità e la segmentazione.

 

Implicazioni strategiche per gli operatori

 

Nel nuovo ciclo, la gestione del credito deteriorato non può più essere considerata un evento straordinario. Diventa un processo continuo integrato nella gestione del rischio.

 

Le strategie vincenti mettono al centro:

  • qualità e governance del dato
  • specializzazione operativa
  • strumenti analitici avanzati
  • capacità di intervento precoce

 

In questo contesto, infoprovider come BD Business Defence assumono un ruolo sempre più rilevante e decisivo. L’analisi e la valutazione del rischio, investigazioni economico-patrimoniali e supporto decisionale consentono a banche e imprese creditrici di trasformare la gestione del deteriorato da funzione reattiva a leva strategica.

 

Per le imprese creditrici, in particolare, la maggiore trasparenza del mercato permette di valutare in modo più strutturato le diverse opzioni: ristrutturazione, recupero stragiudiziale, azione legale o cessione del credito. La scelta dipende dalla qualità informativa della posizione, dal valore economico e dagli obiettivi finanziari.

 

Il 2026 come anno delle strategie

 

Il mercato degli NPL entra in una fase di piena maturità. Alla stabilità numerica si accompagna una maggiore complessità operativa. UTP, asset granulari e mercato secondario diventano elementi strutturali di un ecosistema più tecnico e selettivo.

 

Il vantaggio competitivo non deriverà più dalla gestione dei grandi volumi, ma dalla capacità di leggere correttamente il dato, anticipare i segnali di deterioramento e costruire strategie mirate.

 

In un contesto europeo ancora eterogeneo, la crescente maturità del sistema italiano rappresenta un’opportunità concreta per gli operatori che sapranno integrare governance, tecnologia e competenze specialistiche.
 

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